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" Diamante, né smiraldo, né zafino, / né vernul' altra gema prezïosa, / topazo, né giaquinto, né rubino, / né l'aritropia, ch'è sì vertudiosa [[...]] non àno tante belezze in domino / quant'à in sé la mia donna amorosa." Giacomo da Lentini

Dante Gabriel

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che famiglia, i Rossetti...

Metafora dell'esistenza

"Ma quando le ninfe rugiadose nella città danzando liete si volgeranno per le strade incoronate ed un muro diverrà la funesta difesa del bagno, allora invero innumerevoli tribù di uomini di molte schiatte, attraversando in armi il guado dell’Istro dalle belle correnti, distruggeranno la regione scitica e la terra misia; ma quando assaliranno la Peonia con furiose speranze li raggiungerà lì la fine della vita e della lotta."
è assurdo che un'angoscia piccola e quotidiana ti si conficchi in gola con la forza di una stalattite infernale. assurdo ma vero. it happens all the time.
un corpo è un mucchio di ossa che talvolta si possono smarrire

Sogno 1

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Salivo un sentiero di montagna, c'erano molti alberi, qualcuno era con me. In cima svettava il muro di un castello. Volevo arrampicarmici - era affascinante - ma sapevo che dall'altra parte c'era il vuoto o un baratro. Il muro era grigio e compatto, senza nessuna apertura, tetro ma nel contempo irreale. Mi sono fermata a guardare il paesaggio e si vedeva il mare. Ma ho definito male quello che si trovava oltre il muro. Il muro era solo una facciata. Sembrava di essere il castello nella sua completezza o una visione frontale di esso, ma dall'altra parte non c'era nulla, il che è diverso dal vuoto.

La furia degli elementi

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No, gente, non è una foto della terra di Mordor negli ultimi momenti de Il signore degli anelli. È un vulcano in eruzione che in questi giorni sta sfogando la sua furia sugli abitanti di Chaiten, un paesino cileno di 4500 persone.

La nube

Che Issione finisse nel Tartaro per la sua audacia, è probabile. Falso invece che generasse i Centauri dalle nuvole. Costoro eran già un popolo al tempo delle nozze di suo figlio. Lapiti e Centauri escono da quel mondo titanico, in cui era consentito alle nature più diverse di mischiarsi, e spesseggiavano quei mostri contro i quali l'Olimpo sarà poi implacabile.(Parlano la Nube e Issione). La Nube: C'è una legge, Issione, cui bisogna ubbidire. Issione: Quassù la legge non arriva, Nefele. Qui la legge è il nevaio, la bufera, la tenebra. E quando viene il giorno chiaro e tu ti accosti leggera alla rupe, è troppo bello per pensarci ancora. La Nube: C'è una legge, Issione, che prima non c'era. Le nubi le aduna una mano più forte. Issione: Qui non arriva questa mano. Tu stessa, adesso che è sereno, ridi. E quando il cielo s'oscura e urla il vento, che importa la mano che ci sbatte come gòcciole? Accadeva già ai tempi che non c'era padrone. Nulla è mutato sopra i mon...

L'inconsolabile Orfeo di Pavese

Il sesso, l'ebbrezza e il sangue richiamarono sempre il mondo sotterraneo e promisero a più d'uno beatitudini ctonie. Ma il tracio Orfeo, cantore, viandante nell'Ade e vittima lacerata come lo stesso Dionisio, valse di più.(Parlano Orfeo e Bacca). Orfeo: E' andata così. Salivamo il sentiero tra il bosco delle ombre. Erano già lontani Cocito, lo Stige, la barca, i lamenti. S'intravvedeva sulle foglie il barlume del cielo. Mi sentivo alle spalle il fruscìo del suo passo. Ma io ero ancora laggiù e avevo addosso quel freddo. Pensavo che un giorno avrei dovuto tornarci, che ciò ch'è stato sarà ancora. Pensavo alla vita con lei, com'era prima; che un'altra volta sarebbe finita. Ciò ch'è stato sarà. Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravvidi il barlume del giorno. Allora dissi "Sia finita" e mi voltai. Euridice scomparve...

Un elenco dei libri da leggere

Da alcuni giorni tutto il mio intelletto è volto alle letture obbligate per un esame a lungo rimandato e che ormai devo fare. Qua e la ci sono però delle informazioni interessantissime su cose ascoltate ma mai verificate. Ed ecco che ho trovato l'Indice dei libri proibiti redatto dalla Chiesa, iniziato nel Cinquecento e rinnovato anno dopo anno fino al 1948! Se cliccate sul titolo avrete accesso all'ultimo degli indici nel quale troverete elencati autori- tra tanti altri - quali Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio e Antonio Fogazzaro. Il solo fatto che siano stati proibiti invita morbosamente una lettura anche di quelli sconosciuti.

V. vs v.

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Il Tasso ha la capacità di affascinarmi in modo rinnovato volta dopo volta che frugo nel suo pensiero. Il suo adattamento, ad esempio, del dogma aristotelico per quello che riguarda la costruzione di un poema eroico. Secondo lui, l'elemento essenziale di tali poemi era che il vero si mescolasse al verosimile. Facendo un esercizio di estrapolazione, mi viene da pensare che lo stesso accade con la nostra autobiografia, quella ricostruzione che facciamo del nostro passato nella quale fondiamo i fatti accaduti a una versione del tutto nostra - ma plausibile - della nostra storia di vita. La funzione di questa finzione verosimile sarebbe dilettare. È bene ricordare queste riflessioni all'ora di assegnare alla propria versione dei fatti il valore intrinseco di verità indiscutibili. La nostra vita tale come la concepiamo non è che una finzione dilettevole.

Analogiche

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rinchiusa in un armadio nella mia vecchia camera a casa dei miei, la macchina da scrivere nella quale battei tante lettere ad amici esteri e in cui trascrissi, ad esempio, un glossario di mitologia nordica in inglese che era in un cassetto dello stesso armadio. la cosa piú fantastica e allo stesso tempo terribile della macchina da scrivere era che cancellare ciò che si aveva scritto era faticosissimo e perciò rimanevano sempre tracce di quelle cassature. nel 1994 mio padre comprò un computer e la macchina venne dimenticata. ma questo non le toglie il suo ruolo primordiale nella mia vita e cioè avermi avviato allo scrivere in un modo strutturato e pianificato. oltre alla consapevolezza, ancora più importante, del fatto che non tutto è cancellabile. oggi la mia passione per i meccanismi analogici si verifica nella fotografia. mi è appena stata regalata una machina fotografica analogica degli anni ottanta. posso scommettere però che questa volta non verrà dimenticata in un armadi...

Slow death

Cliccate sul titolo, mi raccomando!

Once upon a time...

Ed ecco un brevissimo racconto. Come prima, cliccate sul titolo e potrete leggere il racconto in un'antra finestra.

E ora un classico...

Il fatto di aver scoperto che cantasse una delle mie canzoni preferite ha fatto che mi piacesse ancora di più.

La mia scoperta della serata

Avevo sentito il suo nome diverse volte ma non ci ho mai fatto caso. Finché non l'ho visto al Live at the Rehearsal Hall, stasera. Canta delle canzoni bellissime, sue e di altri. Vi presento Rufus Wainwright, se per caso non lo conoscete ancora...

Sembra un ragazzino birichino

La mia ninna nanna

Vertigine

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[ver-tì-gi-ne] n.f. [pl. -i] 1 (spec. pl.) illusoria sensazione che il corpo o gli oggetti circostanti ruotino o oscillino. Dal lat. vertigine(m), deriv. di vertere ‘volgere, girare’ Negli ultimi giorni mi sono volontariamente sottoposta a diverse situazioni che normalmente svegliano in me uno dei malesseri fisici - e psichici - che più impotenza mi provocano: le vertigini. Comunque non è andata così male. Me la sono cavata bene sia sulla funivia che sulla seggiovia. Non è andata tanto bene però su un ponte pericolante. Ecco le foto a testimonianza delle dure prove che ho superato.
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dormivi sul fondale, strati di fanghiglia ti ricoprivano. ti sei svegliata rinvigorita, atemporale. allora hai compreso che l'eternità è solo quella.