Post

4 poesie di Pablo Ingberg nella mia traduzione

Immagine
Homo sapiens?
Homo homini lupus?                         povero lupo
l’uomo è uomo per l’uomo
il lupo uccide l’agnello allevato dall’uomo           per il sacrificio (dei peccati del mondo)
uccide il lupo l’agnello o l’uomo per fuggire dalla fame                    l’uomo uccide il lupo e l’agnello dell’uomo e l’uomo per nutrire la fame dell’ombra
l’uomo uccide il lupo nello specchio al buio

Metamorfosi dell’inferno
Nel mezzo del cammin della sua vita si trovò trasformato in un insetto

Formula dell’aria
Tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria
Tanto impero di antica onnipotenza oggi è appena pagine di libri che presto saranno polvere / aria virtuale
Il futuro è l’aria di ciò che è solido dove respiriamo dissolvendoci
Ogni tutto si dissolve

Intemperie con fine
Dopo l’utero tutto è intemperie Abiti, case, affetti e passioni sono simulacri dell’utero Perfino la bara, ultimo utero

Apocalisse 1

Mentre tu eri intenta 
a perfezionare le foglie
e i frutti del tuo albero 
qualcun altro non era immoto 
né stagno 
ma affilava le grinfie al buio, in silenzio.
I corpi a cui crediamo di abbracciarci di notte sono talvolta soltanto un mucchio di ossa.
Sono i rami del salice che  si piegano verso il fiume  verso i fondali torbidi  limacciosi ove dimorano  le bestie abissali  pallide come fantasmi. Sono una pezza di seta intrisa  di lacrime gelate e cristallizzate,  schegge del mio cuore  carbonizzato nell'afa di un  meriggio estivo meridionale. Sono il relitto di morti  pianti rinascite gioie. Ed eccomi di nuovo. Finché non più.
Grave peccato Non posseder speranza Grava sull'anima Come un crampo.
Immagine

fuga verso il deserto

memore del tempo
come la sabbia
sei destinato a sgretolarti
e nessuno saprà mai dirti
se ti ricongiungerai
con i frammenti dispersi
o con quell’eterno
vagamente atteso.
la malinconia adesso è sciolta quale belva spietata le lacrime mangeranno i tuoi occhi con le zampe ti soffocherà il respiro e lo scherno spazzerà via il tuo sorriso.
dopo tanto grattar il fondo buio e sconfinato ti ritrovi le bestiole marine lucciole mostruose dai volti sformati. dopo tanta oscurità non si può aspettar che un lembo di luce.
c'era una volta una ragazza che viveva sui monti, retroscena di grandi gioie, pianti amari e sogni psichedelici.
e durante lunghi cento anni non poté tornare tra i vezzosi  fiumicciatoli e le irte coste.
finché l'incantesimo si ruppe e lieta tornò nei suoi boschi.