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Sono i rami del salice che  si piegano verso il fiume  verso i fondali torbidi  limacciosi ove dimorano  le bestie abissali  pallide come fantasmi. Sono una pezza di seta intrisa  di lacrime gelate e cristallizzate,  schegge del mio cuore  carbonizzato nell'afa di un  meriggio estivo meridionale. Sono il relitto di morti  pianti rinascite gioie. Ed eccomi di nuovo. Finché non più.
Grave peccato Non posseder speranza Grava sull'anima Come un crampo.
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fuga verso il deserto

memore del tempo
come la sabbia
sei destinato a sgretolarti
e nessuno saprà mai dirti
se ti ricongiungerai
con i frammenti dispersi
o con quell’eterno
vagamente atteso.
la malinconia adesso è sciolta quale belva spietata le lacrime mangeranno i tuoi occhi con le zampe ti soffocherà il respiro e lo scherno spazzerà via il tuo sorriso.
dopo tanto grattar il fondo buio e sconfinato ti ritrovi le bestiole marine lucciole mostruose dai volti sformati. dopo tanta oscurità non si può aspettar che un lembo di luce.
statua mutila frontone greco icona bizantina perché ogni volta mi appari dinnanzi?
c'era una volta una ragazza che viveva sui monti, retroscena di grandi gioie, pianti amari e sogni psichedelici.
e durante lunghi cento anni non poté tornare tra i vezzosi  fiumicciatoli e le irte coste.
finché l'incantesimo si ruppe e lieta tornò nei suoi boschi.

dantesque

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non la selva scura
ma un riso amaro che ti divora dentro
non una lonza
ma una tigre che strappa lentamente i veli
non ombra
né uomo
ad indicare altre vie.

La laguna dei fantasmi

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Più di una ventina di anni fa, la piena -prevedibile- di una laguna di acqua salata spazzò via un intero paese. Il paesaggio che ne è rimasto raggela i sensi ma è di una bellezza terrificante. Più foto cliccando sul titolo di questo post.
è paradossale come
per dire non esisti
non occorra
aprire bocca.