Post

Due poesie di Jorge Leónidas Escudero. Traduzione insieme a Pablo Ingberg.

https://cafegolem.wordpress.com/2019/07/29/due-poesie-di-jorge-leonidas-escudero/

Due poesie di Luis Tedesco. Traduzione a quattro mani con Pablo Ingberg.

https://cafegolem.wordpress.com/2019/07/03/due-poesie-di-luis-tedesco/

4 poesie di Pablo Ingberg nella mia traduzione

Immagine
Homo sapiens? Homo homini lupus?                         povero lupo l’uomo è uomo per l’uomo il lupo uccide l’agnello allevato dall’uomo           per il sacrificio (dei peccati del mondo) uccide il lupo l’agnello o l’uomo per fuggire dalla fame                    l’uomo uccide il lupo e l’agnello dell’uomo e l’uomo per nutrire la fame dell’ombra l’uomo uccide il lupo nello specchio al buio Metamorfosi dell’inferno Nel mezzo del cammin della sua vita si trovò trasformato in un insetto Formula dell’aria Tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria Tanto impero di antica onnipotenza oggi è appena pagine di libri che presto saranno polvere / aria virtuale Il futuro è l’aria di ciò che è solido dove respiriamo dissolve...

Apocalisse 1

Mentre tu eri intenta  a perfezionare le foglie e i frutti del tuo albero  qualcun altro non era immoto  né stagno  ma affilava le grinfie al buio, in silenzio.
I corpi a cui crediamo di abbracciarci di notte sono talvolta soltanto un mucchio di ossa.
Sono i rami del salice che  si piegano verso il fiume  verso i fondali torbidi  limacciosi ove dimorano  le bestie abissali  pallide come fantasmi. Sono una pezza di seta intrisa  di lacrime gelate e cristallizzate,  schegge del mio cuore  carbonizzato nell'afa di un  meriggio estivo meridionale. Sono il relitto di morti  pianti rinascite gioie. Ed eccomi di nuovo. Finché non più.
Grave peccato Non posseder speranza Grava sull'anima Come un crampo.
Immagine

fuga verso il deserto

memore del tempo come la sabbia sei destinato a sgretolarti e nessuno saprà mai dirti se ti ricongiungerai con i frammenti dispersi o con quell’eterno vagamente atteso.
la malinconia adesso è sciolta quale belva spietata le lacrime mangeranno i tuoi occhi con le zampe ti soffocherà il respiro e lo scherno spazzerà via il tuo sorriso.
dopo tanto grattar il fondo buio e sconfinato ti ritrovi le bestiole marine lucciole mostruose dai volti sformati. dopo tanta oscurità non si può aspettar che un lembo di luce.
c'era una volta una ragazza che viveva sui monti, retroscena di grandi gioie, pianti amari e sogni psichedelici. e durante lunghi cento anni non poté tornare tra i vezzosi  fiumicciatoli e le irte coste. finché l'incantesimo si ruppe e lieta tornò nei suoi boschi.

dantesque

Immagine
non la selva scura ma un riso amaro che ti divora dentro non una lonza ma una tigre che strappa lentamente i veli non ombra né uomo ad indicare altre vie.
è paradossale come per dire non esisti non occorra aprire bocca.
E la mano che credeva di non afferrare, ora non afferra davvero.

RIP

Immagine
Jeff Buckley è morto. La ragazza che ascoltava Lilac Wine è morta. Gli anni dell'adolescenza sono morti. Il sogno dell'immortalità è morto. Chissà se da tanta morte possa nascere qualcosa.

L'abbandono del paradiso diliziano

Immagine
giammai poi non vi nacque erba per per quello luogo onde noi pasammo... Ultimamente ho la sensazione che la vita, la mia di vita, si tratti appunto di questo. Nell'idea che non crescerà più erba laddove ci sono passata c'è qualcosa di desolante: gli attimi di vita trascorsi sono in qualche modo bruciati, consumati. Il fatto di lasciare una traccia - le nostre orme sull'erba - stanno anche a dimostrare però che qualcosa si è inciso di quel cammino già fatto e se vi gettiamo uno sguardo da vicino, se le investighiamo - riconducendoci al significato più letterale de la parola - probabilmente potremo scoprire ciò di cui al momento di calpestare non eravamo consci.
Proprio nel mezzo del cammin o quasi attraverso gli anditi - e non per modo di dire - della selva oscura, mi ritrovo ad ascoltare i giullari notturni, a vegliare attorniata da vecchietti dalla bocca aperta che somigliano all'ometto di Munch. E poi ci sono le file degli sdentati orbi senza tetto e le future vedove e gli orfani di domani. Questa è discesa che poco spera in un'ascesa che viola le leggi naturali e il comune senso.
è difficile non percepire la morte dappertutto, addirittura in quel che emana vita da ogni poro. rivoglio la mia inconsapevolezza di prima. per carità...

Il sogno di Clitennestra

vide nel sogno verso di lei venire un drago col capo insanguinato, donde poi il re Plistenide apparve.